SERVIZIO CIVILE AGRICOLO, LA PROPOSTA DI CIA E INAC A LOLLOBRIGIDA: IL GOVERNO TRADUCA L'ATTIVITA' DA SPERIMENTALE A STRUTTURALE FINO AL 2030
A Roma l'evento di apertura con il Presidente Cia Fini, il direttore Scaccia, il Presidente di Inac Mastrocinque e il capo Dipartimento SCU Pierro. In sala anche i 50 ragazzi selezionati
Superato il nastro di partenza del Servizio Civile Agricolo, Cia Agricoltori Italiani e il Patronato Inac promuovono l'evento di presentazione del progetto su scala nazionale dedicato ai giovani. A Roma, presso le sale dell'Auditirium Giuseppe Avolio, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, in rappresentanza di Cia-Agricoltori Italiani e del suo Patronato Inac, hanno delineato le prospettive e le sfide di questa iniziativa, lanciando un appello diretto al Governo.
Presenti all'appuntamento anche Capo Dipartimento Scu Giuseppe Pierro e il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, a cui l'organizzazione ha espressamente fatto richiesta di uno sforzo ulteriore per trasformare questa “sperimentazione” in una misura strutturale con un orizzonte temporale fissato almeno al 2030.
“Non braccia rubate alla terra, ma menti restituite al futuro: il ponte generazionale per un’agricoltura moderna e multifunzionale”
Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale
Il lancio del bando rappresenta una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica.
"L'agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall'agriturismo al sociale, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche".
L'obiettivo è far scoprire ai giovani l'appeal di un settore che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo.
Il presidente Inac Alessandro Mastrocinque: i giovani sono la leva del futuro dell'agricoltura italiana
"Gli under 30 nel nostro comparto sono divenuti una rarità: come i diamanti di 5 carati" ha commentato il Presidente Inac. "Quelli under 40 sono circa il 9 per cento sul totale dei titolari di azienda attivi. Questo dato scende ulteriormente se prendiamo in esame i giovani titolari che non hanno eredito l’azienda di famiglia. In quel caso non si arriva al 3 per cento. Tra l’altro, molti di loro sono delle vere e proprie eccellenze.
Per questo, l’occasione del Servizio Civile è un modo per avvicinare e far conoscere ai ragazzi tutto l’appeal che l’agricoltura può avere e le soddisfazioni che può generare. Tanto a livello professionale che imprenditoriale. L’agricoltura italiana non può prescindere dai giovani, il rinnovamento, la competitività, lo snellimento burocratico passa dalla loro presenza attiva nel settore".
I numeri del bando: un successo di partecipazione
L’interesse dei giovani è stato evidente:
- 300 candidature per circa 70 posizioni disponibili.
- Circa 50 giovani idonei selezionati secondo criteri di rigorosa deontologia.
- Inizio percorso: 19 gennaio.
Un dato emblematico: tra i selezionati, solo uno proviene dalla facoltà di agraria. Questo dimostra come la misura riesca ad attrarre profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.
La selezione del Patronato Inac ha riguardato oltre 300 giovani, una platea di volenterosi che lo scorso autunno hanno risposto alla call dell'Istituto Nazionale Assistenza ai Cittadini. Sono 50 gli idonei che, dopo attenta e scrupolosa valutazione, sono stati selezionati.