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Presentazione Report Sociale INAC 2015

Pubblicato il 21 marzo 2016

La presentazione del Report Sociale INAC 2015 organizzata da INAC Veneto con i pensionati Cia  è stata l'occasione per analizzare l'evoluzione dei Patronati che vivono un momento particolare a causa della legge di Stabilità 2015, per sensibilizzare le Istituzioni sullo stato della Previdenza italiana e sul disagio in cui versano i pensionati con un reddito di appena 500 euro mensili.  

Dopo i saluti del Presidente Cia Veneto, Flavio Furlani, il Presidente INAC Antonio Barile, ha presentato il Report Sociale INAC 2015 e Laura Ravagnan, direttore Inac Veneto, ha illustrato La  Realtà di INAC Veneto.

«Il report sociale viene stilato tutti gli anni per i soci, per l'opinione pubblica e per i politici perché è fondamentale favorire l'incontro tra i parlamentari e i soggetti sociali.

Siamo convinti che una previdenza migliore attirerebbe più giovani e molti coltivatori diretti anziani si ritirerebbero passando la mano. Questo il messaggio che deve arrivare ai decisori» ha spiegato il presidente Barile. Inac nel 2014 è il sesto patronato a livello nazionale e questo significa un migliaio di persone tra dipendenti e collaboratori, 340mila pratiche, la gestione di 24 milioni e mezzo di euro.

«Inac Veneto è un patronato che accoglie le sfide nei rapporti con i cittadini e le Istituzioni - ha sottolineato la direttrice Laura Ravagnan - In veneto siamo il quinto patronato e gestiamo il 6% delle pratiche Inps vale a dire quelle di 120mila persone. La nostra presenza è capillare: una sede regionale, una in ciascuna delle 7 provincie, 17 zonali, 59 permanenze e 70 recapiti. Ora il nostro impegno è nel promuovere la domanda di malattia professionale, un elemento sottovalutato dai nostri associati».

Ricco e stimolante il dibattito che ha visto la partecipazione del senatore Giorgio Santini, componente della Commissione permanente V Bilancio e componente Commissione parlamentare di controllo sugli enti gestori di forme obbligatorie di assistenza e previdenza sociale; di Michele Salomone, Direttore Inps Veneto e di Susanna Staccioli, della direzione Territoriale Lavoro di Venezia.

Il senatore Santini ha ricordato come «più che una riforma quello vissuto dai patronati è stato un intervento sulle risorse e il taglio di contributi più la razionalizzazione dei patronati ammessi dovrebbe aver assestato la situazione. Il tema previdenziale è delicatissima e oggi la contraddizione è massima, ma la legge che obbliga al pareggio di bilancio crea enormi difficoltà».

La difficoltà del momento è stata illustrata anche dal direttore Inps Veneto, Salomone: «Mancano nuove risorse, vale a dire giovani lavoratori: sarebbe necessario favorire le uscite per far entrare i giovani». Salomone ha poi ricordato come sia necessario riportare equità tra le varie casse di previdenza: «Sarebbe una buona base di partenza pensando alle nuove tabelle che si collocano al di sotto della pensione sociale quindi occorre pensare una modalità solidale di redistribuzione per una maggiore equità sociale. Nel 2015 in Veneto i pensionamenti sono aumentati del 20% e sono raddoppiate quelle di anzianità anche se penalizzanti». Il direttore ha inoltre sottolineato la necessità dell'Inps di una collaborazione più intensa con i Patronati.

Anche  Susanna Staccioli ha confermato l'importanza dei Patronati per le Istituzioni perché offrono un grande supporto strumentale: «Noi lavoriamo per la tutela dei lavoratori e i controlli e le sanzioni sono contro chi li sfrutta».

Il dibattito è stato coordinato da Claudio D'Ascanio, direttore Cia Veneto e Giovanna Gazzetta,  vicepresidente vicario nazionale ANP-Cia ha concluso ricordando le condizioni dei pensionati e di come sia necessario uno sforzo maggiore per conquistare dignità e diritti.

 

 

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