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LE PROPOSTE DI INAC PER SUPERARE CRITICITA' PATRONATI ILLUSTRATE AL SENATORE NANNICINI
22 Marzo 2022

I vertici del Patronato di Cia-Agricoltori Italiani (Barile, Ravagnan dal Senatore Tommaso Nannicini, Presidente della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme

“I continui interventi sul sistema previdenziale e il moltiplicarsi di misure di welfare, accompagnati da una accelerazione del processo di telematizzazione per l’inoltro delle richieste agli Enti previdenziali per il riconoscimento delle prestazioni, hanno amplificato gli ambiti di intervento del Patronato. In questi ultimi due anni, a causa del Covid-19, alle tradizionali pratiche se ne sono aggiunte molte altre, che disegnano un quadro generale estremamente complesso nel quale i patronati hanno continuato ad agire, in prima linea, con professionalità e competenza, senza riceve alcun rimborso ministeriale”.  Questa la premessa di Inac per voce del suo Presidente, Antonio Barile e del Direttore Generale Laura Ravagnan, nell’incontro con il Senatore Tommaso Nannicini a cui sono state sottoposte e rappresentate le criticità e le proposte del Patronato.

Oggi solo 3 pratiche aperte su 10 -hanno spiegato Barile e Ravagnan- ricevono una qualche forma di riconoscimento e la consulenza rilasciata dal Patronato è sempre più specialistica anche laddove non vi è un riscontro economico.

I decreti attuativi della Legge 152 del lontano 2001 -hanno sostenuto i vertici di Inac- non hanno saputo tradurre in operatività, che rispondesse con rapidità ed efficacia, l’evoluzione del welfare e della normativa previdenziale nel nostro paese. Mentre gli istituti erogatori di prestazioni si sono adoperati per interpretare l’esigenza di una informatizzazione spinta e in continua evoluzione i patronati sono ancora sottoposti a regole obsolete, limitanti e in alcuni casi penalizzanti. Lo stesso decreto qualità, sul quale si era molto investito è rimasto lettera morta

 

L’esperienza maturata nel corso dell’emergenza epidemiologica -hanno evidenziato Antonio Barile e Laura Ravagnan- pone la necessità che talune contraddizioni e appesantimenti normativi esistenti nel sistema patronati possano e debbano essere superati, anche ad esempio in riferimento alle modalità di verifica ispettiva, di alcuni profili generali e, in ultimo, al sistema di finanziamento dell’attività svolta, il cui modello attuale ingenera gravi ritardi limitando l’azione stessa degli Istituti.

 

Serve dunque -secondo Inac- un processo di semplificazione normativa sui Patronati, al quale, ne siamo certi, potranno corrispondere risvolti positivi per l’intero modello di protezione sociale del Paese, aumentandone l’efficienza, la qualità e la trasparenza.

 

Ma ecco le proposte di Inac-Cia in 6 punti per superare le difficoltà dei Patronati:

 

  1. Una nuova formulazione dell’art. 10 della L. 152/2001 per semplificare, regolamentare e definire in maniera chiara ed inequivocabile le c.d. “attività diverse” che i patronati possono svolgere a fronte di una partecipazione alla spesa dei cittadini al solo titolo di rimborso delle spese (e quindi defiscalizzata).
  2. Abrogazione delle disposizioni in materia di finanziamento dei Patronati create a suo tempo per incentivare il passaggio dal cartaceo al telematico con l’eliminazione del punteggio dello 0,25 per l’invio telematico delle pratiche, all’epoca sperimentale, anacronistico e ingiustificabile, considerato che oggi il canale telematico è pressoché esclusivo;
  3. Mandati di patrocinio:

-revisione delle modalità di raccolta dei mandati di assistenza (art. 4 DM 193/2008) Introduzione della modalità telematica di acquisizione, pur garantendo l’identificazione del mandante, anche attraverso la firma digitale;

-conferma della validità dei mandati di assistenza acquisiti in modalità telematica durante il periodo di emergenza Covid-19, senza successiva regolarizzazione nelle forme tradizionali, una volta chiuso il periodo emergenziale. (Art. 36 DL 18/2020);

  1. Creazione di una sorta di albo degli operatori di patronato che potrebbe essere gestito dalla piattaforma ClicLavoro, in cui vengono acquisiti gli elenchi degli operatori/collaboratori di ciascun patronato, le loro forme contrattuali, modifiche, cessazioni, etc... e gli orari di apertura delle sedi relative. (art. 9 DM 193/2008);
  2. Verifiche ispettive più snelle e sulla base delle risultanze telematiche dell’attività dichiarata per ogni patronato, fornite dagli enti erogatori di prestazioni. I controlli potrebbero essere effettuati a campione sulle pratiche non riscontrabili dai tabulati/file delle amministrazioni erogatrici e presso le sedi solo per la parte relativa agli aspetti organizzativi, nonché sulla qualità dei servizi resi dai patronati. (art. 10 DM 193/2008);
  3. Finanziamento:

-In una ipotesi di Riforma Strutturale della normativa sui Patronati andrebbe nella direzione di un superamento delle attuali Tabelle Ministeriali che elencano i servizi finanziabili, è opportuna una revisione totale di quest’ultime aggiornandole alle nuove attività introdotte nel tempo e “pulendole” di attività oramai inconsuete.

Potrebbero essere identificati ed inseriti nelle nuove tabelle i servizi:

a) di particolare valenza sociale che devono essere disponibili gratuitamente per tutti i cittadini;

b) di particolare valenza sociale che vengono messi a disposizione in forma gratuita

soltanto per coloro che si trovano in determinate condizioni reddituali e/o di salute e/o

lavorative;

c) a favore dei cittadini il cui rimborso dei costi è a carico del fruitore. Il valore del rimborso sarebbe determinato sulla base di parametri oggettivamente misurabili e soggetti a verifica.

-Il ripristino dell’aliquota dello 0,226 di prelievo per la formazione del c.d. Fondo Patronati garantirebbe una gestione serena delle attività e dei propri operatori (che va dalla formazione, all’informatizzazione, alla corretta applicazione della normativa vigente) ed un ulteriore ampliamento delle attività a loro destinate.


Tags: #News

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