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Riduzione del finanziamento ai Patronati

Pubblicato il 18 dicembre 2014

Con la conclusione dell'Iter di prima lettura alla Camera dei deputati e la conseguente approvazione del testo mediante voto di fiducia, la legge di stabilità 2015 e con essa la riduzione dei finanziamenti ai patronati è passata al Senato della repubblica. Nel testo finale uscito dalla Camera, il taglio al fondo per i patronati è stato dimezzato scendendo da 150 a 75 milioni di euro, che comunque resta una cifra insostenibile ed ingiustificata, rispetto all'origine del finanziamento e alle mansioni svolte, di cui abbiamo già detto nel numero precedente della nostra newsletter. In aggiunta è spuntata una miniriforma dei patronati dagli effetti pesanti che se approvata definitivamente comporta la chiusura di almeno la metà dei patronati ad oggi autorizzati, per mancanza dei requisiti di legge. Il testo prevede infatti: una presenza sul territorio che copra almeno il 60% della popolazione, con adeguata diffusione territoriale, secondo criteri da stabilire a cura del Ministero del lavoro; la presenza di sedi in almeno 8 stati esteri (esclusi i patronati promossi da organizzazioni professionali agricole); un tetto minimo di attività svolta, pari al 2,5% dell'attività complessiva dichiarata dal sistema dei patronati e convalidata dal Ministero del lavoro. L'Inac risponde ai criteri stabiliti e pertanto anche in caso di approvazione del testo così come uscito dalla Camera, continuerebbe a lavorare per i diritti dei cittadini, tuttavia non possiamo che esprimere preoccupazione per un taglio eccessivo alle risorse economiche per il 2015, del quale continuiamo a chiedere l'azzeramento e seri dubbi sull'opportunità che, norme di riforma così importanti e che riteniamo essere necessarie nell'interesse sia dei cittadini che dei patronati, siano inserite in una legge dai contenuti strettamente economici. Troveremmo molto più adeguato uno stralcio totale del provvedimento dalla legge di stabilità e l'approvazione nei primi mesi del 2015 di una legge specifica di riforma del settore.

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