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Permessi legge n. 104/92: se c’è abuso possono condurre al licenziamento

Pubblicato il 4 agosto 2016

La legge n. 104/92 riconosce ai lavoratori dipendenti pubblici e privati il diritto di usufruire di 3 giorni di permesso al mese, per assistere il familiare disabile in situazione di gravità.  Si tratta, senza dubbio di una norma di grande civiltà e con un grande valore sociale, che consente l'assistenza minima e indispensabile ai soggetti disabili.  Proprio per il suo alto valore sociale e civile, l'uso distorto di detta norma da parte dei familiari  di soggetto disabile, può condurre al  licenziamento.

Spesso infatti capita, che tale strumento venga utilizzato in modo del tutto improprio.

Al riguardo la Corte di Cassazione si è espressa con diverse sentenze stabilendo che può considerarsi legittimo il licenziamento dei dipendenti che sfruttano le giornate di assenza dal lavoro prestando però assistenza al parente disabile soltanto in via parziale perché indaffarati a svolgere altre attività. In buona sostanza secondo l'orientamento della Corte di Cassazione il dipendente che utilizza i permessi mensili per scopi personali o comunque non per l'assistenza al parente disabile, manifesta disinteresse verso le esigenze aziendali e può quindi essere licenziato per giusta causa.

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