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I permessi della Legge 104 spettano anche ai conviventi

Pubblicato il 2 novembre 2016

Un' importante sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito il principio secondo cui anche il convivente di persona con disabilità grave ha diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito, al pari del coniuge e dei parenti fino al secondo grado. Il caso parte da una lavoratrice, convivente more uxorio, che ha citato in giudizio l'INPS per ottenere il riconoscimento dei permessi di assistenza per il suo compagno negati per l'insussistenza del legame di parentela con la persona disabile.  Chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell'art. 33, comma 3, della legge 104/1992, la Consulta ha ritenuto che l'esclusione del convivente tra i soggetti che possono utilizzare tali permessi possa essere lesiva dei principi costituzionali. Alla luce delle ultime modifiche normative apportate  alla disciplina dei permessi per l'assistenza allo stato attuale abbiamo  una situazione per la quale se  da un lato  si restringe la platea dei beneficiari, con l'eliminazione dei parenti  di terzo grado, se non in casi particolari, dall'altro acquista valore lo status di  "convivente" del disabile. 

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