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Convegno INAC "Il Patronato serve! più valore a sussidiarietà e partecipazione"

Pubblicato il 15 dicembre 2014

Il Patronato serve, in primis quello agricolo, e non va indebolito a causa del taglio di risorse al fondo per i patronati previsto dalla legge di Stabilità. È quanto emerso dal convegno organizzato a Roma il 10 dicembre  dall'Inac-Cia. "È vero che il taglio inizialmente previsto di 150 milioni è stato in parte corretto dall'emendamento approvato dalla Camera - ha detto il presidente Inac Antonio Barile-. Ma continueremo la nostra battaglia affinché anche il taglio di 75 milioni venga eliminato del tutto. Perché è ancora a rischio un pezzo importante del sistema dei Patronati, costituito da 12.000 operatori, che potremmo definire la rete più capillare di difensori civici impegnati nella tutela dei diritti sociali, spesso negati. Solo l'Inac, ha ricordato Barile, con 500 sedi, 1.000 recapiti, 685 operatori specializzati e 300 volontari, svolge un'attività immane diffusa sul territorio. La legge di Stabilità sul fondo patronati mette a rischio, anche dopo l'emendamento della Camera, migliaia di posti lavoro e determina una drastica riduzione della capillarità sul territorio, con la chiusura degli uffici più piccoli nelle zone rurali dove neanche gli enti previdenziali sono presenti. "La scelta di depotenziare i Patronati, fino all'impossibilità di sostenersi economicamente, è una scelta sbagliata -ha aggiunto il presidente Cia Dino Scanavino-. Certo oggi la platea è troppo affollata e costituita da molti soggetti scarsamente articolati sul territorio e scollegati da qualunque organizzazione di rappresentanza promotrice vera. E questa è una situazione che va risolta con uno snellimento mirato".

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